Sfide a golf nel nuovo supercampo Unico "neo" l'assordante rombo degli F16
dal Gazzettino di Giovedì, 19 Aprile 2007
Alla Base Usaf di Aviano è scoppiata la mania del golf. Già, perché all'interno del perimetro aeroportuale è stato ricavato un lussuoso campo di golf a esclusivo uso degli americani che, come si sa, ci tengono molto alla qualità della vita, obiettivo cui punta gran parte del progetto Aviano 2000.
L'Alpine Golf Course (questa la denominazione dell'impianto, a sancire l'incantevole skylight montano che fiancheggia la Base) si estende su ben 3 ettari e mezzo di superficie, ovvero da solo occupa un terzo dell'area ex Zappalà, a suo tempo ceduta agli statunitensi proprio per dar sfogo all'Aviano 2000 Project. Il circuito è ricavato nell'angolo centromeridionale dell'aeroporto "Pagliano e Gori".
All'interno del campo di golf non manca assolutamente nulla: c'è il circolo dotato di ogni confort (snack bar e salotto), il negozio specializzato dove acquistare o noleggiare attrezzatura e abbigliamento, nonché una fornitissima rosticceria che serve anche omelette, sandwich e hamburger. Tra i servizi offerti figurano lezioni individuali per tutte le tasche e tutte le età, nonché laboratori per riparazioni e manutenzioni. Si gioca tutto l'anno con possibilità di gareggiare in tornei intramurali e pure in notturna, essendoci un percorso illuminato.
L'Alpine Golf Corse è uno dei vanti del 31esimo Fighter Wing. Seppur "piccolo", viene visto come una sorta di gioiello per la completezza del servizio e il colpo d'occhio offerto: è anzi in vendita pure un poster panoramico. Non è stato facile allestire da zero un campo di golf in quest'angolo della Base. In precedenza l'area era incolta e solcata dai possenti carri armati della brigata corazzata "Ariete". Oggi, il percorso è addirittura catalogato di prima classe. L'ultimo fortunale aveva messo a soqquadro l'impianto, ma una serie di lavori l'ha anche migliorato. Unici nei: il devastante rumore di fondo dei jet e l'ingente quantità d'acqua necessaria a mantenere il prato evergreen.
Dario Furlan