dal Gazzettino del 15.01.2007
La Regione autonoma in corsa per un’alternativa all’ampliamento della sede vicentina, che potrebbe ospitare i 1800 uomini della brigata aviotrasportata
Il Friuli offre agli americani una caserma militare dismessa
In Friuli esiste un grande patrimonio immobiliare iscritto al demanio militare. Sono caserme, poligoni, infrastrutture che hanno ospitato i due terzi delle forze armate italiane fino alla caduta del muro di Berlino e che ora sono inutilizzati e in disfacimento. Logico che il ministero della Difesa abbia offerto agli Stati Uniti una di queste infrastrutture come alternativa all'allargamento contestato della base di Vicenza.
termine – argomenta l'assessore alle politiche per la pace -. Patto di Varsavia e Cortina di Ferro si sono estinti, il baricentro geostrategico si è spostato altrove. Attenzione, però, perché il vero problema non è tanto la chiusura del presidio pedemontano, quanto la sua riconversione a scopi civili. Soprattutto bisogna evitare per tempo i contraccolpi che inevitabilmente colpiranno l'economia pordenonese. Non solo, per oltre 50 anni gli oltre 500 ettari dell'aeroporto, attraverso le sue servitù militari e i molteplici divieti associati, hanno costituito un blocco allo sviluppo dell'intera zona. Ecco allora che bisogna cominciare a commissionare specifici studi per garantire continuità occupazionale, proporre alternative, pensare cioè ad Aviano priva della sua attuale Base. Sfruttiamo da subito questo segnale». 
Il prossimo 4 luglio (l'Independence Day per gli americani) sarà un giorno speciale per i cittadini avianesi, che potranno stare comodamente seduti sulle sdraio di casa propria ad ammirare le performance dei Thunderbirds, la prestigiosa pattuglia acrobatica militare dell'Usaf che si esibirà sopra l'aeroporto "Pagliano e Gori". Sarà la seconda volta in assoluto che i Thunderbirds (tra le migliori formazioni acrobatiche al pari delle nostrane Frecce Tricolori) si esibiranno in Friuli. La prima avvenne nel giugno 2000 in occasione di Aerei in Comina, l'air show fortissimamente voluto da Alfredo Pasini, allora sindaco "volante" di Pordenone.

Conversione preventiva: questo il "segreto" che permetterebbe ad Aviano, nel caso di chiusura della base americana, di riutilizzare l'area Usaf a scopi civili. Il concetto è stato espresso nel libro "Dal militare al civile – La conversione preventiva della base Usaf di Aviano", curato da Andrea Licata e che raccoglie gli studi e i progetti portati avanti dal Comitato Unitario Contro Aviano 2000 in questi ultimi anni.
Le popolazioni friulane hanno imparato a loro spese gli effetti deleteri della militarizzazione forzata delle proprie terre. Una massiccia presenza militare, “giustificata” dalla irragionevole logica della “contrapposizione tra i blocchi” e imposta con lo stravolgimento dei modelli sociali e delle economie locali attraverso l’imposizione di espropri, servitù militari, poligoni, caserme, depositi di armi, aeroporti, esercitazioni notturne, inquinamento acustico ed atmosferico, che hanno contribuito a peggiorare in modo determinante le condizioni di vita generali. 
Sono 9 mila 600 le persone che “ruotano” sulla base di Aviano: 4.080 sono militari dell’Us Air Force, 3.528 i familiari, 812 gli impiegati civili italiani, 359 quelli americani. I militari dell’Aeronautica italiana sono 252, 138 gli insegnanti nelle scuole, 73 i militari dell’esercito e 4 quelli della marina. In particolare, 1.265 uomini sono impegnati nei reparti munizioni e manutenzioni, 2.283 in quello dei servizi, 328 nella clinica e 477 in quelli operativi. Il personale italiano, invece – che detiene il comando della base – si occupa di sicurezza e controllo del traffico aereo. I progetti di ampliamento della base di Aviano (indipendenti dai progetti esterni di “Aviano 2000”) sono partiti nel 1998 per un investimento complessivo di 600 milioni di dollari. Nell’agosto 2003 sono state realizzate le nuove scuole, a maggio 2004 gli alloggi temporanei, a febbraio 2005 la torre di controllo, a dicembre 2005 la nuova pista nord, in linea di volo, che oggi può ospitare anche un maggior numero di velivoli e anche di grandi dimensioni. A gennaio 2006 è stata “consegnata” anche la rivista “area ex Zappalà” mentre gli uffici alloggi e personale nonché i magazzini della manutenzione saranno presto trasferiti all’interno della linea di volo.