dal Gazzettino di Martedì, 31 Luglio 2007
Dalla fine degli anni Novanta aveva rappresentato un volano non certo indifferente per il comparto locale delle costruzioni. Un'autentica boccata di ossigeno in anni in cui i lavori pubblici non andavano di certo a gonfie vele. Ora, però, la "torta" dei maxi-appalti per realizzare il raddoppio della base Usaf di Aviano è quasi finita. I lavori sono stati realizzati quasi tutti, restano ancora alcune opere che devono ancora essere concluse. Sono perciò ormai lontano i tempi in cui all'interno dei cantieri di "Aviano 2000" lavoravano otto, novecento o anche mille addetti dipendenti di imprese italiane. Attualmente si calcola che i dipendenti siano molto meno della metà.More…Il mega-progetto pedemontano di ampliamento della struttura dell'Us Air Force negli ultimi anni ha rappresentato un'autentica occasione. «Molti dei lavori più grossi – sottolinea Valerio Pontarolo, presidente del Collegio dei costruttori di Unindustria – sono stati realizzati da imprese molto grandi che sono arrivate da fuori territorio. Continue reading
Dichiarare la giurisdizione del giudice italiano «in quanto la detenzione in Italia anche allo scopo di usare armi nucleari è un reato e pertanto vanno rigettate tutte le domande della controparte, ordinando il proseguimento della causa davanti al Tribunale di Pordenone». Non poteva essere che questa la richiesta degli avvocati di Tiziano Tissino, Giuseppe Rizzardo, Michele Negro, Carlo Meyer e Monia Giacomini, i cinque pacifisti pordenonesi nel controricorso presentato alla Corte di Cassazione che dovrà decidere sulla giurisdizione del processo che chiede la rimozione delle presunte bombe atomiche da Aviano. Il magistrato di Pordenone, Alberto Rossi, aveva sospeso il processo, rinviando la questione alla Suprema Corte che dovrà decidere se il tribunale di Pordenone è competente o no a esprimersi.
Dal Messaggero Veneto di Gioved', 5 Luglio 2007
dal Messaggero Veneto di Mercoledì, 4 luglio 2007
dal Gazzettino di Martedì, 3 Luglio 2007
dal Messaggero veneto di Martedì, 3 luglio 2007
dal Messaggero veneto di Sabato, 30 giugno 2007